L’associazione Montessori Brescia ha  promosso un progetto per coltivare la pace a scuola. Le classi della scuola primaria "G. Leopardi" (cl. 2^C, 3^ A,3^B, 3^C, 5^A, 5^B, 5^C , 5^D) e  la 1^A e 4^A della scuola primaria "G. Matteotti" di Ferrara  hanno aderito al progetto “La carovana dei Pacifici” . Il pacifico  nasce dalla scelta di non rinunciare ad avere fiducia ed è stata un'occasione  per affrontare con i bambini tematiche importanti come la pace tra i popoli, la comunicazione non ostile, l'ascolto delle emozioni proprie ed altrui  e la riflessione sui comportamenti e sulle conseguenze che suscitano, seguendo un percorso di consapevolezza, nei modi che ciascuna classe ha ritenuto più opportuni. 

Chi sono i Pacifici? Sono dei burattini di cartoncino. Ogni bambino ha potuto creare il suo Pacifico scegliendo di farlo maschio o femmina, disegnandolo e colorandolo a piacere e ciascuno di essi è portatore di un messaggio di pace. Se i Pacifici potessero parlare offrirebbero la cronaca dettagliata di come a poco a poco, nella realizzazione sia del personaggio (il Pacifico), che della città della Gentilezza, sono venute intessendosi le finissime trame di pensieri sulla pace, sulla fratellanza, sulla diversità, sul rispetto, sulla gentilezza, cucite con i fili della gestualità e delle parole dei bambini, vestendosi con emozioni belle e nutrienti che ci aiutano a stare uniti per ricordare che possiamo stare insieme  per condividere momenti e volerci bene. Anche se non possiamo toccarci, nel cuore questo è possibile. I Pacifici portano con sé le emozioni e la loro espressione, sono parte di noi e degli altri, sono un sostegno per gli uomini e per le donne del domani. 

Il progetto dei Pacifici è stato “il luogo” adatto per  intrecciare i fili educativi tra gruppi di bambini di due diverse realtà scolastiche, spazio privilegiato in quanto è stato uno dei pochi in questo periodo di pandemia, dove la mancanza di comunicazione e  di relazione ha costretto i nostri piccoli a un isolamento forzato. È come se i bambini e le bambine di due scuole primarie differenti abbiano tenuto in mano lo stesso filo rosso, il quale, però, ha donato loro la possibilità di conoscere, riflettere e sperimentare percorsi totalmente diversi eppure con lo stesso denominatore comune: la PACE.   Ciascuna classe ha contribuito secondo i propri talenti nella costruzione del robot, nel disegnare, nel colorare nel progettare e realizzare i giochi e la città della Gentilezza, è stata importante per riconoscere e valorizzare i propri e gli altrui talenti,  superando le barriere sociali, etniche, culturali, linguistiche, religiose. In questo modo è stato possibile instaurare un rapporto costruttivo tra le diversità che compongono il mondo dei nostri alunni per ottenere infine un’unità di ideali che trascende ogni differenza.